Comunque la nuova Austria

Di Stefano Barocci ed Hans Herbert Holzamer

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Nella vicina Repubblica  alpina è finita l’esperienza della “Grande Coalizione” e nasce una cohabitation, ben regolata dalle leggi federali, tra un Presidente Verde Alexander Van der Bellen, ed un Governo di destra, alleanza tra la ÖVP (il Partito Popolare Austriaco) e la FPÖ (l’ex Partito di Jörg Haider di orientamento radical-populista, Partito austriaco della libertà), con un giovane Cancelliere, Sebastian Kurz, il più giovane d’Europa e molto dinamico, ed i Ministeri chiave, Esteri, Interni e Difesa, nelle mani della FPÖ, o quasi.

Ci sono state molte dimostrazioni, senza gravi incidenti, organizzate da gruppi, movimenti e partiti contro la ondata di destra che ha investito l’Austria. Ci sono fasi nella Storia degli uomini, fasi in cui si realizzano unioni e alleanze di vario tipo e fasi in cui, come ora, si esaltano tutte le differenze, e principalmente quelle etnico-linguistiche.

Sulla questione altoatesina si sono scritti fiumi di documenti, trattati, articoli e non si intende qui ripercorrere l’iter storico che portò alla “acquisizione” di quel territorio da parte dell’Italia alla fine della Grande Guerra. Ci sono motivazioni di geografia fisica (lo spartiacque alpino), di natura linguistica (la maggioranza dei cittadini è di lingua primaria tedesca), storiche (l’intera area ha fatto parte per un lungo periodo dell’Impero asburgico), psicologica (ottimo è il sunto su www.viaggioinaustrita.it sulle diffidenze e le simpatie tra le due parti), ecc. Alla fine verrebbe da pensare che la questione di trovare “chi ha ragione” tra i contendenti (domanda che si fanno taluni cittadini e taluni politici, talvolta) sia indicibile, come descriveva proprio l’austroungarico, naturalizzato americano, Kurt Gödel nei suoi teoremi sulle proposizioni logiche lndicibili.
Ci sono due Tirolo, quello austriaco a capoluogo Innsbrück, e quello italiano a capoluogo Bolzano. I tirolesi austriaci sono circa 750000 mentre quelli in Italia circa 500000, di cui più di due terzi di lingua e cultura tedesca. La minoranza ladina che parla un dialetto retoromancio è importante ma proporzionalmente limitata, circa il 4%. Il reddito procapite nella regione di Innsbrück è di circa 35000 Euro, quello di Bolzano circa 42000 Euro; entrambi i redditi tirolesi sono superiori alle medie nazionali, quello altoatesino forse il più alto di Italia, superiore alla Lombardia. Il Tirolo italiano (non si sa mai come chiamarlo senza offendere nessuno, ed anche questo è un sintomo) è esposto a Sud e favorito per turismo e cultura della vite…… ma anche la vita ad Innsbrück non è affatto uggiosa, è una cittadina bella ed ospitale. I sentimenti dei vari contraenti sono molto vari: ci sono gli Italiani del resto di Italia, ci sono gli Italiani residenti in Alto Adige, ci sono i Tirolesi italiani, ci sono i Tirolesi austriaci, ci sono il resto degli Austriaci ed i Viennesi in particolare (molto aperti e amabili) e ci sono i Tedeschi di Germania.

A questi ultimi, con buona pace di chi ha cercato alleanze improprie, debbo dire avendo una famiglia tedesca che a uno di Düsseldorf del Tirolo non gliene “frega un beato fagiolo”. Ho voluto condividere con Hans Herbert Holzamer, scrittore e giornalista del SuedDeutscheZeitung, nato a Brema e italianista, queste valutazioni per essere sicuro di mettermi e di stare “in campo neutro”.
Dagli Accordi De Gasperi-Grüber e dal successo economico della Provincia autonoma è passata tanta acqua sotto i ponti, anche la stagione degli attentati dinamitardi e quella della sopportazione reciproca, sino ad oggi: credo che psicologicamente un Tedesco, di lingua e cultura intendo, sia oggi ancor più diffidente di ieri guardando quello che succede a Roma e in Italia.
Altro aspetto, un giocattolino bello come l’Austria si governa bene e può garantire ricchezza e successo ai cittadini transalpini se non ci sono fattori intervenienti, e lo tsunami migratorio impaurisce e preoccupa comprensibilmente Vienna, che vede l’Italia su una traiettoria molto distante dalla sua, ed ora ancor di più. Chi scrive è testimone diretto nel corso degli anni del degrado del Brennero, come stazione ferroviaria e come valico autostradale, diventato ora un luogo pericoloso e malsano. Certo, l’Austria sa che ha un vicino importante, almeno per dimensioni ed emotivamente prossimo. Il nuovo giovane Cancelliere è un fan innamorato di Venezia, una specie di Mitterrand, che ci andava in incognito. Ma le passioni e le simpatie sono duramente sferzate dalla Realpolitik, ed ora i dirigenti della FPÖ si sono inventati la possibilità di concedere ai cittadini dell’Alto Adige che si sono dichiarati di lingua tedesca il passaporto austriaco. Come valutare questo fatto è la questione centrale di questo articolo.

In teoria non ci sarebbe nulla di male ad avere un doppio passaporto, viene sentito come una garanzia, un privilegio, e non ha nulla a che fare con il desiderio di riappropriarsi del Südtirol da parte di Vienna.
L’Italia ha concesso un certo numero di passaporti a cittadini italiani residenti in Slovenia e Croazia, nessuno ha gridato allo scandalo. Una grossa colpa, una immane colpa a mio avviso ce l’ha l’Unione Europea, questa Unione Europea, abbandonata da Londra, che in ossequio a lacci e laccetti economici ha distrutto ogni spirito europeista e non ha saputo creare un minimo demos europeo magari anche solo costituzionale come fu nelle Germanie nel dopoguerra. Come spiegherà Alfano, speriamo non in inglese che Kurz conosce bene, a Vienna che la questione ha creato inquietudine in  un’Italia che naviga a vista?
Tanto per spiegare la questione, come è noto il Cancelliere Sebastian Kurz ed il suo vice, Hans Christian Strache della FPÖ, hanno deciso di proporre una modifica costituzionale per ridurre il generoso sostegno affidato ai Länder che ammonta a circa 800 Euro al mese ai richiedenti asilo, portandolo a circa 350 Euro. La Croce Rossa austriaca ha protestato perché un tale atteggiamento potrebbe portare ad un aumento dell’immigrazione illegale e nascosta. E’ probabile però che il provvedimento passi perché in Austria il Presidente, di orientamento contrario, non ha poteri tali da fermarlo e insabbiarlo nelle ammuine nostrane, ed inoltre volenti o nolenti, in un periodo di difficoltà generalizzate, il tema populista fa presa sulla gente.

Il fatto che Dicasteri importanti come gli Interni, gli Esteri e la Difesa siano andati in mano alla FPÖ o a indipendenti di orientamento vicino suscita preoccupazioni ampie e non solo in Austria: i Servizi e le truppe di stanza ai confini sarebbero controllate dalla Destra.
Il nuovo Governo austriaco è veramente, oltre la giovane età del Cancelliere, una cosa nuova; solo Kurz infatti ha esperienza di politica amministrativa ed è stato Ministro. I Ministri della ÖVP sono tratti dal mondo dell’impresa e dell’economia, in modo da portare le loro expertise dentro la politica, un tema caro alla Destra, populista o non, anche qui da noi. Non ci sono professori universitari, un vezzo tutto latino che ha mostrato i suoi ampi limiti! Ad esempio il nuovo Ministro degli Esteri, Signora Karin Kneissl, ha svolto funzioni diplomatiche ed è una esperta di questioni mediorientali. Ha subito sottolineato la sua caratteristica di indipendente, pur essendo stata proposta dalla FPÖ, ed alta è la stima nei suoi confronti fra le varie sponde politiche, dunque è stata una scelta oculata di Kurz. Mentre il Ministro delle Finanze è Hartwig Löger, esperto di statistica a calcolo attuariale, sino ad ora Presidente del gigante assicurativo UNIQA e manager di riconosciuta esperienza.

Proprio la tirolese Margarete Schramböck (ÖVP) assume il Dicastero dell’Economia e giusto lei conosce l’importanza del traffico commerciale interfrontaliero tra i due Paesi. Quattro donne, due Segretari di Stato, un Governo snello ed armonico dove regnala “chimica”. Non credo si farà incapsulare nella demagogia definizionista di populista, sono persone con i piedi ben per terra. Ognuno ha avuto ciò che voleva: con i Dicasteri vicini alla sicurezza nazionale, appunto Difesa e Interni, la FPÖ ha incassato la possibilità, sui temi a lei cari, di poter essere presente spesso sui media.
Così ognuno ha anche ceduto qualcosa, il Presidente Strache ha attenuato ad esempio la sua pretesa del 4% degli aventi diritto per indire un referendum, alla svizzera, quota che rimane fissata al 14%.
La mossa del passaporto austriaco ai tirolesi di lingua tedesca? Il Kurier dice che è un “dare” a Strache qualcosa di nazionale in cambio dei Ministeri chiave in Austria, appunto Finanze ed Economia. Gli analisti tedeschi ed austriaci concordano che gli equilibri, sempre precari nonostante la ricchezza diffusa tra Brennero e Tarvisio, non saranno alterati e che perfino molti Tirolesi italiani snobberanno l’offerta! Olanda e Austria furono i Paesi che più rimasero indenni dalla crisi epocale del 2009, una specie di economie perfette, di sezione aurea dell’economia politica. La coalizione di centro-destra è consapevole di questo vantaggio comparato e si dimostrerà moderata. Poi ci saranno i colloqui con gli Italiani e verrà fuori tutta la mimica tipica della psicoanalisi antropologica tra eterni Italiani ed eterni Germanici. Interesse di Kurz sarà, come sempre dai tempi di Mussolini, di avere un rapporto privilegiato con questa Italia, non un astro di prima grandezza, ma sempre un bello stivale. Abbiamo molti legami commerciali e turistici, gli Austriaci sanno che l’Italia è capace di narcotizzare tutti con il suo balletto lento. Poi c’è la Chiesa cattolica, che unisce di qua e di là dello spartiacque geografico, unione simbolizzata dalla chiesa di Nassfeld, con il tetto le cui acque, a Nord vanno a sfociare nel Mar Nero, a Sud nel Mediterraneo. Divisione salomonica, solo che siamo già in Carinzia-Friuli.

 

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