La persistenza degli squilibri territoriali tra Est ed Ovest continuano a rappresentare l’incompletezza della riunificazione tedesca

21686402_133430760620120_967735481928792955_nL’esito della tornata elettorale in Germania ha dimostrato che la riunificazione tedesca, è tuttora lontana da potersi considerare un’operazione conclusa con pieno successo.
Spopolamento ed emigrazione interna, invecchiamento della popolazione nei Laender orientali, alta disoccupazione, infiltrazioni delle mafie internazionali nel processo di ricostruzione, rinascita dei populismi e loro derive, ecc.
Sembra di leggere il solito bollettino del ritardo dell’Italia meridionale, ed invece sono i fattori che hanno spinto AfD (Allianz fuer Deutschland) ad ottenere percentuali a due cifre nel sistema parlamentare tedesco.

Per noi italiani invece, la difficoltà di un paese così efficiente e determinato a rimarginare la più dolorosa cicatrice che la sua tragica storia le ha imposto, deve invitare alla riflessione ed alla consapevolezza.
Negli anni Novanta non è bastato che il governo tedesco occidentale si sia sobbarcato debiti (previdenziali innanzitutto) e costi del fallito progetto della DDR; non sono bastati gl’incentivi fiscali e la grande opera di ricostruzione di infrastrutture; non è bastato lo sforzo per accogliere Polonia, Rep. Ceca, Rep. Slovacca nell’Unione per ricreare le condizioni per uno sviluppo endogeno nei Laender orientali.
Anzi il fatto che al di là dell’Oder vi siano paesi ormai industrializzati, moderni e competitivi, rappresenta un punto di ulteriore indebolimento per le regioni tedesche dell’Est, le quali “funzionano” con costi e rigidità tipiche della Germania….., pur senza averne il sistema industriale di grandi aziende e PMI, e di sinergia pubblico-privato, come in Baviera, Baden Wurttemberg ed altri Laender trainanti.
Qual è la lezione che Italia e Germania potrebbero imparare dalle rispettive e reciproche esperienze?
Sicuramente l’impegno e la determinazione a velocizzare tutti i processi di integrazione della parte orientale con quella occidentale del Paese, dovrebbero essere d’esempio ad un’Italia incapace ormai di capire che l’emigrazione giovanile dalle regioni meridionali (un fenomeno almeno quarantennale…nonostante il risveglio di tanti Soloni, solo dopo che questo ha iniziato ad affliggere anche il Centro-Nord) rappresenta la causa di tutti i mali.
Per questo realizzare opere pubbliche ed infrastrutture, mantenere alto il livello dei servizi pubblici determina le condizioni perché i giovani continuino a rimanere sul territorio.
Infatti l’assenza di una classe dirigente giovane ed istruita determina la mancanza di amministratori pubblici capaci, favorisce l’infiltrazione di organizzazioni che si sostituiscono allo Stato nell’erogazione dei servizi alle comunità…..conquistando posizioni inattaccabili e comunque difese con la violenza e la sopraffazione…..
In Italia si continuano a penalizzare le Università meridionali (come se fossero le uniche ad essere interessate da fenomeni di nepotismo e corruzione…..), a non adeguare le infrastrutture pubbliche al Sud perché si dice che non vi è utenza sufficiente…….(l’effetto che si trasforma in causa…..)….o perché non si vogliono favorire le cosche…..(con buona pace della stragrande maggioranza di cittadini onesti….).
Il concetto per il quale se si realizza un’opera per il Paese, tutti i cittadini devono poterVi accedere ad eguali condizioni è ormai un ossimoro in Italia…..ed il modello “equamente decentrato” tedesco dovrebbe per noi essere fonte di apprendimento……
Così come la Germania dovrebbe finalmente accorgersi che consentire l’afflusso ed il riciclaggio di capitali di dubbia provenienza (es. ‘ndrangheta calabrese nella ricostruzione della Germania Est) favorisce l’instaurazione nella parte più debole del Paese, di logiche, meccanismi, connivenze mascherate dalla sola illusione che si tratti di “business”.
Laddove la società è più debole, il sottosviluppo s’incunea…. lo stesso riscatto di alcune regioni (Basilicata e Puglia) e sub-regioni (Cilento, Sannio, Irpinia, Salento, l’area ragusana) del Sud Italia potrebbe rappresentare l’indicazione della via d’uscita anche per i Laender tedesco-orientali.
Un’ulteriore somiglianza e area di co-operazione tra Germania ed Italia?

 

Leonardo Manzari
EIEAD
European Institute For Eurasian Dialogue

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